Paesaggio antropico

il roccolo

 

Storia e struttura architettonica
Di un passato più recente invece, è la struttura del Roccolo presente sul dosso più alto del Brione, a quota 340 s.l.m. I roccoli, in uso già dal 1500 (oggi autorizzati solo con finalità di cattura a scopo scientifico), erano impianti fissi per la cattura con le reti di uccelli (particolarmente efficaci sui Turdidi: tordi, merli, cesene) costituiti da un casello in muratura posto in posizione elevata su un terreno declivio a forma di "ferro di cavallo" mantenuto a prato e punteggiato dalla presenza di arbusti a bacca. Ai lati, correvano i corridoi di reti sostenuti da alberi che si diradavano sapientemente.
Funzionamento
Gli uccelli selvatici attirati dal cibo (presenza di bacche e prato) e dai richiami (uccelli ingabbiati in canto) entravano nell'area di caccia e si posavano su alberi secchi posti al centro del roccolo o sugli arbusti; dalla finestra del casello veniva lanciato uno "spauracchio" (un corto bastone che aveva ad un'estremità una superficie semicircolare costituita da vimini intrecciati) a simulare l'aggressione di un uccello rapace alla vista del quale, i piccoli uccelli, reagivano con voli verso il basso incontrando le reti del corridoio. Questa pratica venatoria, tradizionale sul territorio e in voga per molti anni, oltre ad una doverosa costante manutenzione, presupponeva anche conoscenze di coltivazione degli arbusti e degli alberi (le specie da impianto, i tagli e le potature dovevano essere fatti ad opera d'arte) e di etologia animale.