Paesaggio antropico

gli antichi mulini

Nel Comune di Bene Lario, posti nella zona orientale della Riserva, incontriamo gli Antichi Mulini, un complesso architettonico suggestivo poichè completamente immerso nel verde. Esso si trova alla confluenza delle strade che collegano Bene Lario con la sponda meridionale del lago e con il sentiero che porta al Piano di Porlezza e a Portaiola (Bene Lario).
Gli Antichi Mulini sono la testimonianza di una tradizione agro-silvopastorale del luogo, in particolare di quest'area della Riserva caratterizzata in passato dalla coltivazione del mais e dei castagneti dai quali si otteneva la farina per la polenta o per i castagnacci.
Attualmente non vi sono più tracce del mulino vero e proprio ma i diversi locali degli edifici ci rivelano il loro utilizzo specialistico: la stalla, il fienile, l'abitazione...
Agricoltura e allevamento di bestiame infatti hanno rivestito un ruolo fondamentale nel passato recente di questa zona e per quest'ultimo, solo al lago di Piano, era in uso (e sopravvive tuttora seppur limitata ad un solo allevatore) una pratica di particolare pascolo definito "Pascolo circolare". Si trattava  di una intelligente fruizione dei vantaggi climatici offerti dal luogo che permettevano di soggiornare il bestiame sulla riva settentrionale del lago in inverno e di spostarlo sulla riva meridionale in estate sfruttando il pascolo delle basse pendici del monte Calbiga evitando così, a uomini e bestie, faticose escursioni altimetriche verso gli alpeggi. 
Il Mulino (che come ricorda il nome del complesso non doveva essere uno solo) riceveva l'energia per il suo funzionamento dall'acqua di origine sorgentizia regimentata in un canale. Il corso del canale originariamente doveva essere posto sul lato opposto dell'attuale e, a conferma di ciò, è possibile rinvenirne le tracce dell'alveo e la contemporanea presenza di numerosi ruderi ad esso addossati (altri vecchi mulini?).
La naturale bellezza del complesso è aumentata dalla presenza (nel lato abbandonato) di numerose specie animali che hanno colonizzato gli spazi lasciati in disuso: i topolini delle case, i topi selvatici e le arvicole attirano i loro predatori e così non è difficile imbattersi, durante una visita serale o mattutina ai Mulini, nella Faina (Martes foina) o nella Donnola (Mustela nivalis) intente alla ricerca di cibo. Tra gli uccelli che frequentano gli edifici, anche quelli tuttora in uso, oltre ai piccoli passeriformi che negli anfratti costruiscono il nido, sono da ricordare la Civetta (Athene noctua) e l'Allocco (Strix aluco).